23 maggio 1992, ore 17.58: tu dov’eri?

Scritto da I-Generation il 22 maggio 2009 – 15:19 -

Falcone I-G

Sono trascorsi 17 anni dalle 17:58 di sabato 23 maggio 1992, quando cinque quintali di tritolo uccisero Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Cirillo e Antonio Montinaro sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo.

Uccidendo il magistrato (e commettendo la medesima ferocia due mesi dopo, in via D’Amelio), i Corleonesi si vendicarono di chi li aveva messi con le spalle al muro, costituendo uno dei caposaldi della lotta alla mafia, il Maxiprocesso, che si svolse a Palermo dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987. Essi speravano che la Cassazione avrebbe annullato le sentenze più eclatanti ed invece nel gennaio del 1992 subirono la conferma della batosta, a causa della quale decisero di dare una dura lezione allo Stato, colpendo prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino.

Ma fecero un grosso errore, perché risvegliarono la coscienza dei siciliani onesti, di quelli che non ne potevano più di essere infettati quotidianamente dalla peste mafiosa, di quelli che decisero di fare camminare con le loro gambe le idee degli eroi. Essi cominciarono ad alzare la voce, ad appendere le lenzuola bianche sui balconi, a stringersi per mano formando una lunga fila umana da via Libertà a Mondello: decisero di fargliela pagare.

Non fu un caso, infatti, che dopo il 1992 uno ad uno furono assicurati alla giustizia i boss corleonesi ed affini (Totò Riina e Bernardo Provenzano, in primis).

Quantunque siano tante le battaglie vinte sino ad oggi, la guerra non è ancora finita.

Per raggiungere il successo, l’associazione I-Generation ritiene che sia necessario colpire anche i principi essenziali di Cosa Nostra, come il calpestamento della dignità individuale, della meritocrazia e del talento, attraverso la promozione dei valori fondamentali per la nostra società e lo sviluppo in senso comunicativo e democratico degli strumenti messi a disposizione dal web.

E su Facebook abbiamo deciso di promuovere un evento (cliccate qui) di condivisione del ricordo della strage di Capaci, in cui invitiamo gli utenti del social network a raccontare le sensazioni vissute in quel triste giorno di 17 anni fa.

La domanda posta è semplice ed immediata: 23 maggio 1992, ore 17.58: tu dov’eri?

(Pubblicate sui commenti e/o sulla bacheca dell’evento su Facebook il vostro ricordo)


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Scritto in I-G News | 10 Commenti »

10 Commenti to “23 maggio 1992, ore 17.58: tu dov’eri?”

  1. Giuseppe LONATRO Says:

    Io ero lì…

    Non sentivo più le lacrime calde
    scendere giù
    ma il sangue scivolare…
    E ho guardato la mia pelle sbiancare
    come la mia anima
    ed ho provato il senso della morte
    e la tentazione di fuggire
    da quella coltre di pietre e carne
    di quelle grida sulla strada condannata
    ad essere per sempre ricordata.

  2. Gioacchino Caponetto Says:

    Ricordo perfettamente……
    La sera di quel sabato ci sarebbe dovuta essere l’inaugurazione estiva della discoteca “La Conchiglia” a Balestrate e quella sera avrei dovuto prenderne parte con un noto dj che certamente si ricorderà della circostanza ancor più di me…. io ero a casa ma sapevo che intorno a quell’ora lui sarebbe potuto essere in transito dall’autostrada perchè doveva andar su a preparare tutto nel pomeriggio….. Restai di sasso quando la tv dette la notizia, e la prima cosa che feci fu quella di telefonare al mio collega che era transitato da lì alcune decine di minuti prima….. Impossibile dimenticare quel giorno! E direi anche quell’anno!

  3. Nicola B. Says:

    Io ero allo stadio delle Palme, oggi conosciuto anche come stadio “VITO SCHIFANI”!!!
    R.I.P.
    Voi che vegliate da lassù :’(

  4. Gabriele Mancino Says:

    …e chi se lo dimentica…sabato pomeriggio…in via Sciuti a far compere con mio papa’..entriamo in un negozio di scarpe e sentiamo la notizia alla radio….ricordo che l’aria improvvisamente divento’ pesante…calo’ il silenzio per tutta la citta’…..sembrava che era veramente tutto finito…avevamo perso…

  5. Giuseppe Says:

    Ero davanti alla TV distratto ed annoiato.
    Passarono la notizia in edizione straordinaria.
    Sentìì solo le lacrime solcarmi le guance…

  6. Francesco Says:

    Ero a casa mia, verso quell’ora accesi la tv e sentii la notizia di cosa era successo… Un pomeriggio davvero triste!

  7. Tiziana Marino Says:

    Nella mia casa di villeggiatura al mare…avevo sette anni…però avevo compreso la gravità dell’evento.

  8. Alex Says:

    Avevo 4 anni…e non mi ero ancora accorto di come il mondo, fuori dalla mia casa e dal mio mondo di favole, fosse pieno di cattiveria.

  9. Francesca G. Says:

    Non ricordo dov’ero. Non avevo ancora 10 anni. Ricordo le foto dei quotidiani appesi ad una parete dell’aula. Silenzio, rabbia, lacrime, domande. Perchè?

  10. Vincenzo De Luca Says:

    Io non ero nato ancora. Ma posso dire cosa sento, solo immaginando un momento tale. Come ho pianto alla morte di Giuseppe Gatì, come lo farò per ogni persona che rischia, così l’avrei fatto per loro, che ora sono nell’olimpo dei giusti.
    Non finirò mai di ringraziarli e di far camminare le loro idee sulle mie gambe…

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